

Tre programmatori, un direttore d’orchestra e una domanda scomoda sull’intelligenza
Oggi ho fatto una cosa che, detta così, sembra quasi banale. Ho collegato ChatGPT e Claude Code a GitHub. Entrambi. Nello stesso momento. Sullo stesso codice. E mentre lo facevo mi sono reso conto che qualcosa, nel mio modo di lavorare, era cambiato ancora una volta. Il mio flusso ormai è abbastanza rodato: io ragiono con ChatGPT, gli chiedo di analizzare il problema, di fare audit, di suggerire modifiche, di preparare comandi ordinati per Claude Code. Poi prendo quei comandi


Sette anni senza scrivere una parola
Ho impiegato sette anni a pensare a un libro. Sette anni. Senza scriverne una parola. Non è del tutto vero, naturalmente. Qualche parola c’era: appunti sparsi, frasi annotate sul telefono, nomi di personaggi, luoghi, scene che non sapevo ancora dove collocare. Piccoli frammenti lasciati da parte per quando sarebbe arrivato il momento. Ma il libro, quello vero, non esisteva. Esisteva soltanto nella mia testa. In quegli anni ero ancora bloccato su un romanzo precedente. Una sto
La brioche non esiste. O forse esiste, ma solo se ti fermi ad assaggiarla.
Questa mattina ho avuto una di quelle esperienze che, se le racconti male, sembri uno che ha guardato Matrix prima del cappuccino e ora vede segnali ovunque. In realtà, giuro: niente pillole rosse, nessuna profezia. Solo una brioche. Con una crema molto, molto buona. Mi ero svegliato tardi. La sera prima avevo mangiato poco, la mattina non avevo fatto in tempo a fare colazione e stavo andando al lavoro con la glicemia che ormai aveva presentato le dimissioni. Così faccio una


Codice obeso, tecnologia insostenibile
Oggi sono critico nei confronti di Microsoft. Più del solito, intendo. Sono in una riunione di lavoro con un PC che, sulla carta, non dovrebbe essere alimentato a carbone: processore a 8 core, 16 GB di RAM, dignità residua sufficiente per aprire due programmi. Applicazioni in esecuzione: — Microsoft Teams, con una riunione in corso — Il blocco note Fine. Non sto calcolando la traiettoria di rientro di uno Space Shuttle. Non sto simulando il clima terrestre dei prossimi quattr


BLUE, BLUP ed EBV: perché nel breeding non basta fissare le piante con aria intensa
Nel breeding orticolo esiste ancora una figura mitologica, potentissima, temuta dai dottorandi e rispettata dalle parcelle sperimentali: l’occhio del breeder. L’occhio del breeder entra in campo, guarda una pianta di pomodoro per 0,7 secondi, inclina leggermente la testa e dice: “Questa ha qualcosa.” E magari ha ragione. Perché l’esperienza conta. Conta tantissimo. Un breeder bravo vede cose che un file Excel non vedrà mai: portamento, equilibrio, vigore, armonia della pianta
Da due mesi a tre minuti e quarantaquattro secondi: la soglia di accesso tra un’idea e la sua realizzazione.
Io programmo in R. Qualcuno storcerà il naso e dirà che R non è “programmare” nel senso più classico del termine. Va bene. Chiamiamolo scripting, analisi dati, bioinformatica applicata, statistica computazionale. Ma alla fine sempre codice è: scrivi istruzioni, costruisci funzioni, organizzi dati, correggi errori, cerchi di far fare a una macchina qualcosa che prima esisteva solo nella tua testa. E io, con R, ci ho passato parecchio tempo. Durante il PhD ero praticamente atta
Da quando sono padre, certe parole non mi sembrano più uguali
Ci sono cose che capisci davvero solo quando ti trovi a viverle da due lati diversi. Io ho iniziato a ragionare seriamente sulla differenza tra comportamento, insegnamento ed educazione da quando sono diventato genitore. Prima erano parole che usavo anch’io in modo abbastanza intercambiabile, come fanno più o meno tutti. Poi arriva un figlio, e all’improvviso ti accorgi che certe distinzioni non sono più un esercizio linguistico: diventano pratiche quotidiane. Quando un bambi


L’AI non mente: amplifica solo la tua confusione
Negli ultimi due anni non ho “usato” l’AI. Ci ho convissuto. All’inizio la trattavo come tutti: una specie di Google steroideo, un generatore di testi carini, una scorciatoia per fare prima. Ricordo ancora quando chiesi "scrivi un'avventura di 1000 parole che includa razzi, suore, draghi e metadone." Poi è successa una cosa strana. Mi sono accorto che non era l’AI a non capirmi : ero io che non sapevo spiegare cosa volevo davvero. E lì si è rotto qualcosa. Perché a un certo p


Polvere di Stelle allo Specchio: Il Caos Cosmico Che Diventa Coscienza
Da quando l’essere umano ha imparato a non bruciarsi mettendo la mano nel fuoco, si è fatto sempre la stessa domanda: “Ma quindi che ci stiamo a fare qui?” Una domanda semplice semplice, tipo quelle che ti fai alle tre di notte dopo venti minuti sul water e 4 pastiglie di Imodium tra sensi di colpa alimentari. Ogni civiltà ha provato a rispondere. Spoiler: nessuna ci è riuscita davvero, ma tutte hanno venduto la loro risposta come quella giusta. La religione, per esempio, ha


Innovare o Rinnovare? Quando il breeding decide se fare il restyling… o la rivoluzione
Siamo sinceri: nel mondo della ricerca, la parola “innovazione” viene usata con la stessa disinvoltura con cui qualcuno usa “sostenibile” in una brochure aziendale.C’è chi “innova” cambiando il colore del logo e chi “innova” creando una nuova specie vegetale resistente al cambiamento climatico.Spoiler: non è proprio la stessa cosa. 🔧 Rinnovare: il lifting genetico Rinnovare vuol dire mettere le mani sotto al cofano senza cambiare il motore . È quando nel breeding miglioriam















