

BLUE, BLUP ed EBV: perché nel breeding non basta fissare le piante con aria intensa
Nel breeding orticolo esiste ancora una figura mitologica, potentissima, temuta dai dottorandi e rispettata dalle parcelle sperimentali: l’occhio del breeder. L’occhio del breeder entra in campo, guarda una pianta di pomodoro per 0,7 secondi, inclina leggermente la testa e dice: “Questa ha qualcosa.” E magari ha ragione. Perché l’esperienza conta. Conta tantissimo. Un breeder bravo vede cose che un file Excel non vedrà mai: portamento, equilibrio, vigore, armonia della pianta
Da due mesi a tre minuti e quarantaquattro secondi: la soglia di accesso tra un’idea e la sua realizzazione.
Io programmo in R. Qualcuno storcerà il naso e dirà che R non è “programmare” nel senso più classico del termine. Va bene. Chiamiamolo scripting, analisi dati, bioinformatica applicata, statistica computazionale. Ma alla fine sempre codice è: scrivi istruzioni, costruisci funzioni, organizzi dati, correggi errori, cerchi di far fare a una macchina qualcosa che prima esisteva solo nella tua testa. E io, con R, ci ho passato parecchio tempo. Durante il PhD ero praticamente atta
Da quando sono padre, certe parole non mi sembrano più uguali
Ci sono cose che capisci davvero solo quando ti trovi a viverle da due lati diversi. Io ho iniziato a ragionare seriamente sulla differenza tra comportamento, insegnamento ed educazione da quando sono diventato genitore. Prima erano parole che usavo anch’io in modo abbastanza intercambiabile, come fanno più o meno tutti. Poi arriva un figlio, e all’improvviso ti accorgi che certe distinzioni non sono più un esercizio linguistico: diventano pratiche quotidiane. Quando un bambi

















